Alla scoperta del Lago di Garda: un giorno a Sirmione

Qualche settimana fa, complice la nostalgia per la fine dell’estate, abbiamo deciso di organizzare una gita non lontano da casa.

Come si può combattere lo “stress da rientro”? Trascorrendo una giornata laddove la vita sembra scorrere più lentamente ed è naturale lasciarsi cullare dal tepore dei raggi del sole.

E’ con questa voglia che siamo partiti alla scoperta di Sirmione, una delle perle del Lago di Garda, una cittadina elegante e pittoresca che viene presa ogni giorno d’assalto da centinaia di turisti.

 

Più che di scoperta sarebbe meglio parlare di ri-scoperta: Sirmione è una delle mete classiche delle gite scolastiche ed entrami ci eravamo già stati…20 anni fa!

COSA VEDERE A SIRMIONE

Situata sul versante lombardo del lago di Garda, nella provincia di Brescia, Sirmione si trova a circa 2 ore di distanza da Milano.

Una volta giunti in prossimità della città, il problema principale sarà trovare parcheggio: poiché i parcheggi più lontani dal centro (e meno costosi) erano completamente pieni, abbiamo optato per il parcheggio Monte Baldo (il costo è di circa 15 euro per una sosta di 7 ore), a pochi passi dal centro.

Il centro storico della cittadina di Sirmione, situata su di un lembo di terra che sembra gettarsi nelle acqua cristalline del lago, è percorribile a piedi (fatta eccezione per i trenini elettrici che trasportano i turisti e i loro pesantissimi bagagli ai principali hotel).

Dopo le foto di rito davanti all’ingresso della Rocca Scaligera, unica porta d’ingresso della cittadina, decidiamo di visitare subito il castello, approfittando dei pochi turisti che ancora si aggirano per le viuzze di Sirmione.

Il castello scaligero di Sirmione, raro esempio di fortificazione lacustre, venne edificato sui resti di un edifico romano a partire dal XIII secolo , assumendo una duplice funzione di difesa e controllo portuale, poiché la città, proprio per la sua posizione, era esposta ad attacchi da parte dei nemici. Più tardi, nel XV secolo, Sirmione passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia e alla costruzione originaria vennero aggiunte altre parti, quali la darsena. Il biglietto di ingresso (euro 6,00) consente la visita ai principali cortili, nei quali sono esposti pannelli che spiegano come la rocca sia stata restaurata nel corso del tempo, ai camminamenti di ronda delle mura, alle torri merlate e, infine, al mastio, la torre principale alta 47 metri, dalla quale si gode di un panorama splendido. Se avrete la fortuna di trovare un cielo limpido, potrete addirittura vedere le cittadine sulla sponda opposta del lago.

Da qui sarà possibile vedere la darsena dall’alto. Se preferite entrare in questo luogo, un tempo utilizzato da rifugio per le flotte, dovrete acquistare un biglietto a parte.

E’ giorno e il sole splende su Sirmione: ci chiediamo come sarebbe visitare la rocca di notte quando fra le mura si aggirerebbe il fantasma di Ebengardo. Come narra la leggenda, al giovane abitante del castello venne brutalmente strappata la donna amata, uccisa, dopo un suo rifiuto, da un uomo violento, un marchese giunto in visita a Sirmione…

La visita della cittadina prosegue nella chiesetta denominata Sant’ Anna della Rocca, risalente alla metà del XIV secolo, che ci stupisce per gli splendidi affreschi che custodisce.

Passeggiamo mano nella mano nel centro storico della città, fermandoci a guardare le vetrine di negozi lussuosi e le bancarelle dove si vendono artigianato e prodotti locali: quadri, pregiato olio d’oliva, saponi profumati al limone, ceramiche con decori floreali.

Inutile dirvi che vorremmo acquistare tutto!

Sirmione conquista per la sua semplicità: potrete gustare un gigantesco gelato (non scherziamo, guardatevi intorno per capire le dimensioni dei gelati!) nella piazza principale o sedervi al molo ad osservare le evoluzioni dei gabbiani nel cielo.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore, detta anche Santa Maria della neve è, a nostro parere uno degli edifici più belli di Sirmione: risalente alla fine del XV secolo, questa chiesa ricca di affreschi, presenta un bellissimo portico a cinque arcate.

Se volete per un attimo trasformarvi in piccoli archeologi, andata alla ricerca della colonna che un tempo era una pietra miliare dedicata all’imperatore Giuliano (IV secolo d.C.); si tratta di una testimonianza di come antichi materiali venissero utilizzati per nuove costruzioni.

Vista la bella giornata decidiamo di farci preparare dei panini da una drogheria del centro e di pranzare nella Spiaggia delle Muse, nei dintorni della rocca in compagnia di cigni e anatre.

Il cielo non è limpido, distinguere la superficie dell’acqua dal cielo sembra impossibile e questo ci dà la sensazione di trovarci sospesi nel tempo e nello spazio!

Percorriamo la passeggiata panoramica lungo le rive del lago verso il cosiddetto Lido delle Bionde: il panorama è incredibile, le acque del lago regalano ai nostri occhi mille sfumature di azzurro! Se vi state chiedendo il perchè di questo nome, sappiate che esso deriva dalla parola “biunda”, che indica un luogo recintato.

Quasi al termine del percorso, lungo il quale si può trovare una sorgente di acqua solforosa, degli scalini abbarbicati alla roccia, tra bellissimi ulivi, ci conducono sulla via principale che ci porterà alla prossima meta: le Grotte di Catullo (se non siete degli amanti delle passeggiate – il sito si può raggiungere a piedi in 10 minuti – potrete utilizzare uno dei tanti trenini elettrici).

Acquistato il biglietto d’ ingresso (euro 8,00), ci addentriamo in questo sito archeologico, unico nel suo genere, che si estende su una superficie di circa 2 ettari.

Il nome “grotte” deriva dal fatto che, all’epoca della loro scoperta, i resti di questa villa di epoca romana erano ricorperti da una vegetazione così rigogliosa da creare vere e proprie caverne. L’ attribuzione di questo edificio al poeta Gaio Valerio Catullo, che ne descrisse la bellezza in alcuni suoi versi, avvenne, probabilmente erroneamente nel Quattrocento. La villa, risalente al I secolo a.C. venne infatti costruita dopo la morte del poeta. Abbandonata successivamente per moltissimo tempo, essa venne riportata alla luce all’epoca di Napoleone e completamente restaurata nel corso del XX secolo.

Impieghiamo circa 2 ore per visitare il museo e i resti della villa che comprendono un portico sotterraneo scavato direttamente nella roccia, detto criptoportico, una piscina un tempo occupata da acqua termale, una cisterna lunga 43 metri, la cosiddetta Aula dei giganti e il Grande pilone.

Ma è certamente il Grande Oliveto il luogo più suggestivo dell’area: da qui si ammira la scogliera, con i suoi incredibili colori…ci guardiamo pensando la stessa cosa: “che bello sarebbe essere laggiù!”

E in un battibaleno ci troviamo esattamente lì, a camminare nell’acqua fredda, sulla superficie scivolosa degli scogli nella Jamaica Beach, tra mille tentativi di realizzare un autoscatto!

Ripercorriamo la Via Catullo per tornare in centro, facendo una deviazione per entrare nell’antica chiesa romanica di San Pietro in Mavino, parzialmente in restauro.

Sul sagrato di questa chiesa, immersa in un’oasi di pace, ci fermiamo ad osservare la campana detta Julia, i cui rintocchi ricordano i caduti delle due guerre mondiali.

Meritano una sosta anche i resti del Monastero di San Salvatore, risalente all’ VIII secolo.

 

Ci soffermiamo ad osservare Villa Callas, dove la celebre cantante lirica Maria Callas trascorse periodo felici negli anni Cinquanta.

lontano, le famose terme…che sogno sarebbe lasciarsi coccolare dall’acqua termale, tra percorsi relax e massaggi…sarà per un’altra volta!

Ora è tempo di proseguire: Desenzano sul Garda ci attende! Stay tuned!

Antonio & Chiara

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1 commento

  1. Posti incantevoli e ricchi di storia. Molto bella descrizione di Sirmione e dintorni e molto ben documentata dalle foto.👏👏👏🌅

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